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Una norma elementare calpestata quotidianamente

Il diritto di respirare aria pulita viene prima del diritto di fumare 

Alberto Polli
Alberto Polli
Grossi interessi economici, industriali, agricoli e fiscali vi sono associati. Siamo coscienti e consapevoli che è utopico combattere contro questo vizio per debellarlo completamente. È impossibile e insostenibile una campagna che vada contro colossi multinazionali e gli interessi statali legati alla “nicotina tabacum”.
L’associazione Svizzera dei Non Fumatori, l’Associazione Tabagismo, con sede a Berna, la Lega contro il cancro e altre associazioni simili, sono ben coscienti di questa lotta impari e hanno rinunciato di conseguenza  a porre come primo loro obbiettivo quello di  bandire completamente il fumo da nostra società.
Intanto però non solo i fumatori sono in pericolo – un pericolo denunciato chiaramente anche dagli stessi fabbricanti di sigarette che lottano giornalmente tra alambicchi e provette per abbassare il tasso di nicotina e di catrame ( che qualcuno chiama ancora condensato) – per il loro vizio, ma anche i non fumatori.
È accertato scientificamente che il fumatore costretto a stare in un locale (ristorante dancing, in occasione di assemblee) denso di fumo, respira agenti nocivi in quantità non molto inferiore a chi ha la sigaretta tra le labbra.
I diritti dei non fumatori di respirare aria perlomeno non inquinata dal fumo del tabacco sono perciò l’ obbiettivo principale dell’Associazione dei Non Fumatori  che nel Ticino esiste dal 1979 (casella postale 722, Bellinzona).
“Il diritto di respirare aria pulita viene prima del diritto di non fumare”. Ma purtroppo dobbiamo constatare che tale “norma” viene quotidianamente calpestata e che la mentalità dei fumatori diviene regola a scapito della buona educazione.
Quello che dovrebbe essere una cosa normale e cioè che colui che desidera fumare si ponga perlomeno il problema “se nel tal luogo è permesso, o opportuno, o fastidioso, è cosa assai rara e quando capita di sentir “scusi, le dà fastidio se accendo?” sembra che colui che l’ha pronunciata abbia concesso chissà che cosa al suo simile, collega o commensale.
Le FFS da tempo hanno recepito il problema e hanno aumentato in questi ultimi due anni gli spazi per non fumatori sulle carrozze . Oggi il materiale rotabile passeggeri conta il 40% di spazio destinato ai fumatori e il 60% a coloro che se ne astengono.
I preposti alle prenotazioni delle carrozze in occasione di viaggi singoli come gruppi di scolaresche, società sportive e altre chiedono volentieri se si desidera la riservazione in carrozza dove non si può fumare. Tale richiesta può avvenire direttamente dal committente del biglietto singolo o collettivo che volesse viaggiare non avendo sotto il naso lo sgradevole odore di tabacco bruciato: basta indicarlo nella colonna delle osservazioni.
Anche a livello di viaggi in torpedone possiamo segnalare una lodevole iniziativa: quella dello Sci Club Sasso Grande che ha bandito il fumo sui mezzi di trasporto che domenicalmente conducono gli sciatori nelle stazioni invernali. Su quei torpedoni non si fuma per tutta la durata del viaggio. Un esempio da imitare:
Sui mezzi pubblici di trasporto urbani è già da tempo impossibile coltivare la propria passione fumogena e il fumatore ha acquisito la prassi . Il principio potrebbe essere ulteriormente esteso: taxi, locali pubblici, è questione solo di buon senso e di rispetto verso gli altri.

 

Alberto Polli, settembre 1975

 
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